Il ritmo · Lezione 3
Il battito
Pulsazione, tempo, accento
← → per navigare · F schermo intero · T cronometro · M muto · N note del relatore. Il suono parte al primo clic.
Ogni nota risponde a due domande
- Quanto è alta? Lo sappiamo: tastiera, pentagramma, chiavi.
- Quanto dura? Da oggi ci occupiamo di questo.
Il cuore della musica
- Quasi ogni musica ha un battito regolare: la pulsazione.
- È quello che fa muovere il piede da solo.
- Prova tu: camminate sul posto, un passo per battito.
Quanto veloce?
Le indicazioni di tempo sono in italiano in tutto il mondo.
Non tutti i battiti sono uguali
Alcuni battiti pesano di più: sono i tempi forti. Gli altri sono deboli.
Battete il piede su tutti i battiti, e dite forte solo il primo.
E se l'accento cambia posto?
Nel jazz, nel rock, nel reggae, l'accento si sposta spesso sui tempi deboli: il 2 e il 4.
Provate a battere le mani solo sul 2 e sul 4.
In 2, in 3 o in 4?
Ascoltate e trovate il tempo forte: dopo quanti battiti torna?
Contate ad alta voce dal tempo forte: «UN due, UN due…» oppure «UN due tre…». Quando il conto torna, avete trovato la misura.
Le misure: il battito sulla carta
Una C al posto dei numeri
- C vuol dire 4/4. Non è una «C» di «comune»: è un mezzo cerchio, il «tempo imperfetto» del Medioevo.
- Il tempo «perfetto» era quello in 3, e si scriveva con un cerchio intero.
- C tagliata: il tempo «alla breve», 2/2. Si trova spesso nella musica sacra per coro.
Dirigere: il battito disegnato
- Il primo battito va sempre in basso: è il tempo forte.
- L'ultimo va sempre in alto: prepara il prossimo «uno».
- Tutti insieme, con la mano destra.
Il coro diventa un'orchestra
Da portare a casa
La pulsazione
Il battito regolare sotto la musica. Il tempo dice quanto è veloce.
Forte e debole
Il primo battito pesa di più: da lì si conta.
In 2, in 3, in 4
La misura raccoglie i battiti fra un tempo forte e l'altro.
Il foglio di oggi: esercizi da stampare. Prossima lezione: quanto dura una nota?